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07 Settembre 2020

Covid-19 e vaccini: proteggere le filiere di produzione e distribuzione

A cura del team SCUDO ITALIA

La ricerca italiana per il vaccino anti-covid19 sta entrando in queste settimane nella fase di “test umano”.
Attualmente vi sono due sperimentazioni in corso: il vaccino dell’azienda Reithera (con i test in svolgimento presso l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma ed il Centro Ricerche Cliniche di Verona) e il vaccino delle aziende Takis e Rottapharm Biotech (con i test coordinati dalla ASST di Monza in collaborazione con l’Università di Milano Bicocca).

Gli obiettivi prevedono la disponibilità dei vaccini a partire dalla primavera 2021

Si tratta di una sperimentazione all’avanguardia su scala mondiale, la cui visibilità mediatica ed i relativi valori economici espongono tutte le strutture operative coinvolte a rischi reali di sicurezza da parte di entità ostili aventi l’obiettivo di acquisire know-how in modo fraudolento (per successiva immissione sul mercato di quantitativi imponenti di dosi ed in tempi relativamente veloci) e di sabotare le attività di ricerca e sperimentazione (esercitando un’azione criminale di “concorrenza sleale”).

Non sono da escludere gli interessi geopolitici che i fragili equilibri economici sembrano offrire: alcuni governi infatti hanno la reale necessità di dimostrare la propria superiorità nella ricerca tecnologica e scientifica, la cui utile applicazione nelle strategie di “soft-power” a livello internazionale è facilmente intuibile.
A livello nazionale, seppur con minore capacità operativa, potrebbero giocare un ruolo di disturbo alcuni movimenti cosidetti no-vax, anche attraverso campagne mediatiche ad hoc (notizie fake sulle principali piattaforme social ed azioni dimostrative di vario genere)

Come si vede, si tratta di una materia di primario interesse nazionale ed in cui il Governo Italiano è pronto a rivestire un ruolo da protagonista. E’ infatti allo studio la possibilità di ingresso dello Stato nell’assetto societario delle aziende coinvolte, così da garantire nel contempo il necessario sostegno finanziario nelle successive fasi di produzione dei vaccini ed un efficace presidio di sicurezza contro potenziali minacce.

La necessità della protezione di tali asset (da considerarsi “strategici” a tutti gli effetti) deve essere esercitata lungo l’intera filiera per evitarne l’interruzione e quindi l’efficacia:

  • catena di approvvigionamento (afferente soprattutto al comparto chimico-farmaceutico ed al settore del packaging dedicato)
  • laboratori di ricerca e sviluppo (in ambito industriale)
  • centri di sperimentazione clinica (in ambito ospedaliero)
  • stabilimenti di produzione (con volumi previsti per diverse centinaia di milioni di dosi nel periodo 2021-2023)
  • siti di stoccaggio
  • operatori per la distribuzione (trasporti e farmacie)
  • presidi per la somministrazione (ospedali, ambulatori, medici di famiglia, ecc.)

L’azione di protezione dovrà essere approntata in tempi estremamente veloci (già entro il prossimo autunno) attraverso un’azione sinergica dello Stato (attraverso le sue articolazioni operative di intelligence, di pubblica sicurezza e della difesa) e dei vari “operatori di filiera” coinvolti (industrie, laboratori di ricerca, strutture sanitarie, organizzazioni logistiche).
L’aspetto critico appare essere proprio quello relativo all’estensione della filiera, la quale dovrà disporre di specifici protocolli di sicurezza per prevenire azioni ostili (sabotaggi di natura fisica e cyber, furti di materiale e di know-how, attacchi mediatici di natura reputazionale).

Un’ulteriore minaccia sarà costituita dalla contraffazione dei suddetti vaccini, esercitata soprattutto dalla criminalità organizzata ed afferente ai canali della distribuzione logistica, ove le attività di prevenzione e contrasto saranno sostenute dalle autorità preposte in modo specializzato (in primis, Guardia di Finanza, Carabinieri/NAS e Ministero della Salute) e supportate comunque da sistemi avanzati di tracciabilità (identificazione e localizzazione) da predisporre e rendere accessibili a cura dell’industria.
Tali protocolli dovranno essere adottati in una prospettiva di alta efficacia (sia per le attività interne di filiera che per la sinergia pubblico-privata in ambito sicurezza) e di massima copertura (per casistica di minaccia e di aree di intervento), presupponendo le capacità operative particolarmente aggressive dei potenziali “soggetti ostili” e nella considerazione degli altissimi interessi economici e di potere in gioco.

Il protocollo SCUDO ITALIA – già sviluppato per la protezione degli asset strategici nazionali in contesti di crisi – viene pertanto reso ora disponibile per una veloce implementazione nelle filiere sopra descritte e su tutti gli aspetti critici evidenziati, con l’intento di disporre di un efficace strumento per la protezione delle organizzazioni coinvolte (in ambito industriale e sanitario) e affinchè queste siano rese in grado di massimizzare i risultati delle proprie attività nella lotta al Covid-19.

07 Settembre 2020

Covid-19 e vaccini: proteggere le filiere di produzione e distribuzione

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01 Giugno 2020

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 di Katia Petrini Tra pochi mesi il nostro Paese assumerà, per la prima volta nella storia, la presidenza del G20. Nel 2021, infatti, l’Italia prenderà il testimone dall’Arabia Saudita, che nel 2022 passerà all’India. Il passaggio ufficiale di consegne si terrà il prossimo dicembre e la Presidenza italiana, guidata dallo Sherpa e Consigliere diplomatico del

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