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05 Giugno 2019

LA LIBERALIZZAZIONE DEL MERCATO ELETTRICO COMPIE 20 ANNI. BILANCIO POSITIVO, ORA PUNTARE A SOSTENIBILITÀ. PER BERSANI, PADRE DELLA RIFORMA, SFIDA È DECARBONIZZAZIONE

Venti anni dopo la liberalizzazione del sistema elettrico grazie alla Legge Bersani il bilancio e’ positivo ma con l’evolversi del tempo e del mercato occorre una qualche revisione, “un tagliando”. E’ l’opinione espressa dagli operatori del sistema elettrico, gli attori del mercato, riuniti in convegno organizzato dal Gse: ‘Il mercato dell’energia elettrica a venti anni dalla liberalizzazione’, svoltosi alla Camera dei Deputati. Per Pier Luigi Bersani, padre della riforma “c’è da aggiornare, ma la cosa ha funzionato aprendo un settore economico vasto e plurale, togliendo il monopolista dalla cuccia domestica e aiutandolo ad andare nel mondo, creando investimenti. Col senno di poi, qualcosa poteva essere fatta diversamente ma adesso è il momento di guardare avanti. La sfida dei prossimi 20 anni è la decarbonizzazione e il grande tema ambientale, ma sarà bene ricordarsi che il tema ambientale lo affronti solo se trovi un equilibrio sul tema sociale. Non sarà una passeggiata. Pensare che non ci saranno vincitori né vinti in un processo di decarbonizzazione è un’illusione e quindi chi ha la responsabilità della programmazione deve tenere conto soprattutto di questo”.

Al convegno è intervenuto anche l’Ad di Terna, Luigi Ferraris anche lui spendendo parole positive verso la riforma: “Il decreto Bersani ha stimolato investimenti, permesso l’utilizzo di nuove tecnologie, ha permesso l’eliminazione totale dell’ ‘oil’, ha favorito l’apertura del mercato ai clienti finali e quindi ha creato le condizioni per il mercato” elettrico. Con l’evolversi del mercato l’attivita’ sta cambiando pelle rispetto ai tempi del varo della Bersani: gli impianti di generazione sono passati da 800 a 800mila e dobbiamo aspettarci che questo numero evolva verso un milione. Quindi dobbiamo essere sempre piu’ attenti alla sicurezza della rete che e’ sollecitata in maniera diversa” ha rilevato l’amministratore delegato di Terna Ferraris. Per Carlo Tamburi, direttore Enel Italia “se le tlc e i trasporti hanno portato l’Italia nella situazione in cui e’ oggi, la liberalizzazione del sistema elettrico ha portato alla creazione di campioni nazionali che si sono affermati nel mondo. Oggi certo c’e’ bisogno di un tagliando profondo al sistema energetico nazionale tenendo conto del peso delle rinnovabili e del phase out del carbone. Un tagliando che va fatto tutti insieme in tempi rapidi perche’ gli obiettivi al 2030 sono raggiungibili ma non si fanno da soli e soprattutto dobbiamo metterci nell’ottica del cliente che vuole capire meglio, avere una visione , spendere meglio. Il tutto in termini di sostenibilita’ che e’ il nuovo paradigma del futuro”.

L’amministratore delegato di Acea e vicepresidente di Utilitalia Stefano Donnarumma ha sottolineato come “l’esperimento della liberalizzazione ha portato il sistema elettrico italiano a fare passi da gigante e puo’ essere esteso ad altri settori e l’Autorita’ lo sta facendo. La preoccupazione tipica di aziende come la nostra e’ identificare il giusto metodo per difendere quanto costruito in anni”. Per il Gse la produzione da rinnovabili in venti anni è più che raddoppiata. “La quota di produzione di energia elettrica soddisfatta mediante le fonti rinnovabili e’ passata dal 15% del 1998 al 34% del 2018”, dice il Presidente Francesco Vetro’. “Dal 1998 al 2018 si e’ passati da circa 3.000 a circa 840.000 impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili”. Per l’ Ad di Gse “Venti anni fa attraversavamo un periodo molto importante per le politiche energetiche del Paese e oggi godiamo ancora di queste fondamenta ben messe, abbiamo la consapevolezza che è stato un periodo di grande collaborazione e questo è necessario anche oggi che abbiamo le sfide del Piano Energia e Clima che chiedono che il Paese si muova tutto insieme per raggiungere questi obiettivi. Partiamo da una posizione abbastanza buona per l’energia in generale, sia per le fonti rinnovabili che per l’efficienza energetica abbiamo dei livelli in Europa piuttosto alti”, sottolinea Moneta  rimarcando che “la cosa più importante in questo momento credo sia remare tutti insieme e dalla stessa parte”. Infine per Alberto Pototschnig, direttore dell’Agenzia per la Cooperazione fra i Regolatori Nazionali dell’Energia “La liberalizzazione è stata fatta per produrre benefici per i consumatori finali. Il percorso non è finito però si iniziano a vedere i primi effetti positivi, per ora possiamo stimare in circa un miliardo di euro all’anno i benefici per i consumatori europei”.

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